Ogni immagine è progettata per un utilizzo specifico: cataloghi, aste, perizie o documentazione di restauro.
Il processo è orientato alla fedeltà dell’opera, non alla sua interpretazione.
La riproduzione del colore è un elemento critico. Alterazioni cromatiche compromettono la leggibilità dell’opera e ne limitano l’utilizzo in contesti comparativi, editoriali o scientifici. La gestione del colore è parte integrante del processo di ripresa.
La documentazione fotografica accompagna le diverse fasi dell’intervento. Consente di osservare variazioni nel tempo e fornisce un riferimento visivo coerente per l’analisi tecnica.
Nel contesto della vendita, l’immagine incide direttamente sulla percezione del valore. Una riproduzione corretta restituisce proporzioni, materia e tono, contribuendo ad aumenta la fiducia del potenziale acquirente.
Sculture, bronzi e oggetti tridimensionali richiedono un controllo preciso della luce che riveli texture, volumi e patine. Solo una fotografia specialistica rende giustizia alla complessità fisica di un manufatto.
Ho lavorato all’interno di una casa d’aste, occupandomi della fotografia di opere e oggetti di valore, in un contesto in cui l’immagine incide direttamente sulla percezione dell’opera, sulla fiducia dell’acquirente e sulla credibilità della vendita.
L’illuminazione è definita in relazione alla materia dell’opera, per ridurre alterazioni percettive e garantire una riproduzione fedele.
Cromia, superficie e proporzioni sono gestite per garantire coerenza e leggibilità.
Le opere possono essere fotografate in studio oppure presso la sede del committente, in base alle esigenze logistiche e alla tipologia di intervento.
La riproduzione fotografica professionale copre un’ampia gamma di manufatti e tipologie. Ogni categoria richiede una configurazione tecnica specifica per la gestione della luce, del bianco e del profilo colore.
- Dipinti antichi su tavola e su tela
- Dipinti moderni e contemporanei
- Opere sotto vetro
- Opere senza vetro con superfici delicate
- Miniature e opere di piccolo formato
- Disegni, acquerelli e opere su carta
- Sculture in marmo, terracotta, pietra
- Bronzi e fusioni metalliche
- Statue e rilievi
- Oggetti d'antiquariato
- Arredi antichi e manufatti lignei
- Oggetti di design
- Opere in esposizione permanente
- Materiali di archivio e depositi
- Opere in stato conservativo critico
- Reperti e manufatti storici
La fotografia professionale di dipinti, sculture e manufatti d’antiquariato risponde alle esigenze di un’ampia varietà di operatori, ciascuno con standard qualitativi elevati e necessità specifiche.
Le fotografie professionali di opere d’arte vengono utilizzate in contesti molto diversi, ciascuno con requisiti tecnici specifici in termini di risoluzione, profilo colore e formato di consegna.
Per mostre, gallerie, fiere del settore e pubblicazioni scientifiche
Fotografie ad alta fedeltà per lotti singoli e batterie d’asta
Alta risoluzione per la stampa editoriale professionale
Soluzioni ottimizzate per piattaforme web, cataloghi digitali e social media d’élite.
Documentazione sistematica di intere collezioni pubbliche e private
Relazioni conservative, dossier di expertise, fascicoli attributivi.
La fotografia a raggi UV utilizza radiazioni ultraviolette per rivelare informazioni invisibili alla luce ordinaria. È una tecnica di indagine non invasiva che fornisce dati fondamentali per la conservazione e lo studio delle opere.
Quando un’opera viene illuminata con sorgenti UV, la superficie pittorica reagisce emettendo una fluorescenza caratteristica. Vernici originali, ritocchi, ridipinture, restauri precedenti e sostanze estranee si distinguono per il diverso comportamento luminoso, rendendosi visibili in modo preciso e documentabile.
La fluorescenza UV viene utilizzata in parallelo ad altre tecniche fotografiche per costruire un quadro conoscitivo completo dell’opera.
La fotografia UV evidenzia con precisione le aree di restauro anche quando non percepibili a luce bianca, le ridipinture e integrazioni pittoriche, le vernici aggiunte in epoche successive, le lacune nascoste sotto strati di cera o stucco. È uno strumento essenziale nella documentazione conservativa e nelle perizie di autenticità. Restauratori, storici dell’arte e periti assicurativi si avvalgono regolarmente di questa documentazione per orientare scelte conservative e attributive.
La riflettografia infrarossa utilizza radiazioni nel campo dell’infrarosso, invisibili all’occhio umano, per penetrare gli strati superficiali della pittura e rivelare ciò che si trova al di sotto. È una delle tecniche di indagine non invasiva più utilizzate negli studi attributivi e diagnostici.
A differenza della luce visibile, le radiazioni infrarosse attraversano i pigmenti colorati di molti strati pittorici, rivelando il disegno preparatorio sottostante, i pentimenti e le correzioni compositive apportate dall’artista durante l’esecuzione. Per i dipinti antichi, questa tecnica rappresenta una finestra diretta sul processo creativo.
Negli studi attributivi, la riflettografia IR permette di confrontare il tratto preparatorio di opere di autore incerto con lavori di riferimento certi.
La riflettografia rende visibili i disegni preparatori a carboncino o a inchiostro, i pentimenti (ovvero le modifiche compositive apportate in corso d’opera), le sottoscrizioni, le iscrizioni nascoste e le composizioni precedenti coperte da ridipinture. Fornisce al restauratore informazioni preziose sulla struttura interna dell’opera, consentendo interventi più consapevoli e meno invasivi. È strumento fondamentale per periti, storici dell’arte e istituzioni museali.
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